Il bilinguismo va in vacanza

Il bilinguismo va in vacanza

Cosa fare quando parenti e amici rimasti in patria testano le conoscenze linguistiche dei nostri bambini bilingui, o peggio, li paragonano ai bambini monolingui? Ecco alcuni spunti!valigia colori

Ci siamo, la scuola è finita e siamo tutti pronti per le vacanze. C’è chi decide di andare in un posto esotico e chi invece vuole tornare in patria, magari per rivedere amici e parenti lontani. E così comincia l’avventura del bimbo bilingue in vacanza!

L’altro giorno parlavo con un’amica spagnola. Vive all’estero da molti anni ormai e la sua primogenita ha cominciato la scuola quest’anno, in inglese. Come ogni anno, quest’amica torna nel suo paese d’origine per rivedere i genitori e alcuni amici… La nostra chiacchierata mi ha fatto riflettere e così ho deciso di condividere nel giardino multilingue i miei pensieri.

Ogni volta che si torna in patria e si incontrano amici e parenti monolingui, c’è sempre il grande rischio di incontrare quella brutta bestia, sì perché è proprio brutta e può fare molto male… Si chiama CONFRONTO. Alcuni la chiamano PARAGONE, forse suona meglio, ma il punto non cambia.

La madre della mia amica ha cominciato a fare alcuni commenti, magari li avete sentiti anche voi:

“Sai, la figlia di XYZ sa già leggere! Ma a tua figlia non insegnano a leggere a scuola? Mi sembra che faccia un po’ fatica…”

“Ma ti sei accorta che tua figlia non pronuncia bene la “s”? Secondo me dovresti farla vedere da qualcuno!”

“Senti, ma lo sai che tua figlia non sa come si dice temperino? Secondo me questa storia del bilinguismo le fa più male che bene!”

“Tua figlia non capisce quello che dico! Non mi risponde! Non sa l’italiano!”

Un’altra cosa che succede spesso è quella di “testare” le capacità linguistiche di tuo figlio. Per cui via con domande di questo tipo:

“Allora me la dici una parolina in tedesco?”

“Come si dice questo in inglese?”

“Dai fammi sentire come parli bene il cinese!”

Insomma, come se il bambino bilingue fosse una specie di fenomeno da baraccone, pronto a dar spettacolo ad ogni ora e in ogni dove. Ma vi sembra bello? A me no! E sicuramente non è proprio necessario!

E allora che si fa? Prima di tutto un bel respiro! Ommmm! Io e la mia amica ne abbiamo parlato a lungo e abbiamo concluso che forse sarebbe utile seguire alcuni consigli:

1) Ricordiamoci che i monolingui ragionano da monolingui, non facciamogliene una colpa! Hanno vissuto tutta la loro vita con una sola lingua! Cosa ne sanno di come si cresce con due, tre o magari anche quattro lingue contemporaneamente! In fin dei conti sono solo preoccupati perché non sanno esattamente di cosa hanno bisogno i bambini bilingui! Oppure al contrario, credono che basti qualche mese per imparare una lingua e, forti delle loro convinzioni, si sentono in diritto di mettere i piccoli apprendenti alla prova!

2) A volte è utile spiegare con calma che l’apprendimento di più lingue contemporaneamente è un progetto a lungo, anzi lunghissimo termine! Ci sono alti e bassi ed è normale avere competenze diverse nelle lingue che conosciamo, perché i fattori che influenzano l’apprendimento linguistico sono davvero tanti. Uno di questi è il tempo: per quante ore alla settimana siamo in contatto con l’italiano? Se un bambino frequenta la scuola in un’altra lingua si fa presto a fare i conti e a capire che forse l’italiano è la sua lingua debole: la sente e la usa pochissimo!

3) Altre volte, invece è proprio utile sentire le storie di chi è cresciuto con più lingue per capire che il bilinguismo non crea disturbi o difficoltà, è semplicemente un altro modo di vivere la vita. E se questo non dovesse bastare, allora regaliamo un buon libro ai nostri parenti monolingui! Quello di Silvana Contento è scritto veramente bene!

Insomma, quello che mi sentirei di dire alla nonna della mia amica è che non serve a niente fare i confronti! Sarebbe meglio valorizzare il fatto che la nipote sta crescendo con più di una lingua e questo le darà enormi vantaggi durante tutta la sua vita, non solo in ambito lavorativo o di studio. Sarà una cittadina del mondo, sarà una persona aperta di mente, disponibile ad accogliere le diversità! Saprà muoversi con destrezza tra (almeno) due culture, saprà cogliere le differenze tra i due mondi in cui vive, saprà valorizzarle e farne il suo punto di forza! In questi casi lodare è preferibile a criticare, anche se fanno rima! Insomma…

 “Il primo grande veleno per la nostra esistenza è il paragone”.

Ti lascio con questa citazione di un’altra mia carissima amica. È una persona molto saggia e l’ammiro tanto…

E tu che ne pensi? Come vivi il bilinguismo in vacanza?

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