La nostra vita multilingue

La nostra vita multilingue

Cosa sappiamo sul multilinguismo? Ne ho parlato con alcune donne immigrate in Austria che vivono quotidianamente tra due o più lingue diverse.

Servizi_online_Percorso_di_accompagnamento_linguistico_Karin_Martin_Linguist

Hai mai partecipato ad un incontro a tema? Una di quelle serate in cui una persona fa da relatore e ti racconta tutto quello che sa su un determinato argomento e poi se ne discute insieme. Ecco, oggi voglio condividere con te le mie impressioni riguardo un incontro sul multilinguismo che ho tenuto qualche mese fa. Ho cercato di coinvolgere le partecipanti ad esprimere il loro pensiero e la loro opinione sull’abilità di parlare più di una lingua e sulla loro vita quotidiana a confronto con una lingua diversa da quelle con cui sono cresciute. Sì, perché queste persone sono cresciute tutte con almeno due lingue! Di solito organizzo questi incontri con una decina di partecipanti, in modo che tutti riescano ad esprimere il loro pensiero e le loro preoccupazioni, per esempio riguardo ai figli che crescono con più di una lingua, ma questa volta l’interesse era talmente alto che mi sono ritrovata con venti bellissime mamme, provenienti da paesi diversi. Donne emigrate in Austria, per un totale di 15 lingue diverse! Queste donne stanno imparando il tedesco, lingua in cui ho tenuto l’incontro, dato che non tutte conoscono l’inglese e non avevamo nessun’altra lingua in comune. Il tedesco però lo stanno ancora imparando, stanno frequentando un corso di livello A2. E quindi la mia preoccupazione iniziale è stata quella di riuscire a comunicare concetti complessi con un linguaggio il più semplice possibile e utilizzando immagini.

Ma cosa intendiamo per multilinguismo?

Ho cominciato scrivendo la parola Mehrsprachigkeit (multilinguismo) sulla lavagna e ho chiesto loro cosa significasse. Non ero sicura che capissero, ma hanno subito riconosciuto la parola Sprache (lingua), abbiamo capito che parleremo di lingue straniere e così abbiamo cominciato il nostro incontro. Sono donne emigrate in Austria in tempi diversi. Alcune sono qui da più di quindici anni, altre da solo un anno. Alla mia domanda: cosa significa multilinguismo, alcune rimangono perplesse, alcune dicono “significa sapere più di una lingua…”. Il mio obiettivo era coinvolgerle a raccontare la loro esperienza in un ambiente protetto e rilassato. Qualcuna esclama: la mia madrelingua! E così cerchiamo di riflettere sull’importanza della lingua madre. Perché è importante quando viviamo all’estero con la nostra famiglia? Ci hai mai pensato? Se non viaggiamo spesso e non abbiamo avuto esperienze all’estero la diamo per scontata, non ci poniamo nemmeno il problema. Ma quando si vive lontano dal paese di origine e ci si confronta quotidianamente con una lingua straniera, le cose cambiamo notevolmente. Le partecipanti rispondono: “è importante per imparare il tedesco, per avere prospettive future migliori, per comunicare coi parenti, per i viaggi nella terra d’origine.” E a questo punto chiedo: “In che lingua dite al vostro bambino che gli volete bene? In che lingua mostrate il vostro affetto?” Mi rispondono quasi all’unisono: nella mia lingua madre! E se dovete sgridare il vostro bambino? In che lingua lo rimproverate? Comincia così il nostro grande lavoro di riflessione: i loro sguardi si fanno più attenti, interessati. 

Di cosa hanno bisogno i bambini?

E io continuo: “Viviamo in Austria! I bambini devono imparare il tedesco a scuola! Ma abbiamo appena detto che la lingua madre è importante, allora come imparano le lingue i bambini?”. Annuiscono e mi raccontano alcune esperienze quotidiane, quando portano i figli a scuola o all’asilo… “Di cosa hanno bisogno i bambini per imparare il tedesco?”, chiedo. “Devono vedere la televisione!”, risponde qualcuno. “Ma è sufficiente? Se guardo la TV o ascolto la radio tutto il giorno, poi sono in grado di parlare?”, “No!”. “Dobbiamo anche usarlo il tedesco, interagire, ma con chi?”. Poi mi raccontano che spesso il loro bambino risponde in tedesco se gli viene fatta una domanda in arabo, per esempio, quindi chiedo loro perché? “Perché lo sente tutto il giorno!” Si ma anche perché pensa: perché devo parlare la mia madrelingua, a cosa mi serve? Non è interessante! Non c’è la motivazione! Spiego loro che i bambini hanno bisogno di input, interazione e motivazione! E do loro alcuni consigli che ora voglio condividere qui. 

Input

Hanno bisogno di ricevere un input di buona qualità e in grande quantità: questo significa che devono sentire le due (o più) lingue regolarmente, se possibile ogni giorno!

Consiglio: crea quante più occasioni possibili per entrare in contatto con le lingue in questione! Parlate nella vostra lingua madre, leggete tanto, raccontate storie. 

Motivazione

I bambini devono sentire il bisogno di parlare le loro lingue. Se percepiscono che una è più importante dell’altra, quest’ultima verrà trascurata.

Consiglio: crea situazioni in cui il bimbo è “costretto” ad usare la lingua. Se per esempio incontrate bambini monolingui, il tuo bambino sentirà il bisogno di interagire con loro per giocare e comunicare. 

Interazione

Ascoltare e leggere non è sufficiente! Il bambino ha bisogno anche di occasioni per utilizzare le lingue che sta imparando, per parlarle!

Consiglio: è importante creare delle situazioni in cui possa interagire sia con adulti sia con bambini che parlano la stessa lingua. Non preoccuparti se a volte sbagliano, stanno imparando anche loro! 

Mescolare le lingue

Insomma l’incontro si fa sempre più stimolante, le vedo partecipare attivamente e questo mi riempie di gioia. Poi arriviamo a parlare di mescolamento linguistico. Mi fanno un sacco di esempi: una frase in cui si mescolano tedesco e bosniaco, oppure tedesco e croato, magari anche nella stessa parola. Sono curiosa e chiedo cosa ne pensano, chiedo se per loro è una cosa positiva o negativa. Hanno opinioni molto diverse, alcune rispondono che è normale perché i bambini stanno ancora imparando, altre dicono che non va bene e che sono preoccupate perché i loro figli fanno molta confusione, altre invece non rispondono, forse non si sono mai poste il problema. A questo punto chiedo: “E noi adulti? Mescoliamo anche noi le lingue?”. E di nuovo si animano e mi rispondono in coro! “Si, perché a volte mi manca la parola! Io, per esempio, uso l’inglese quando non so una parola in tedesco e secondo me lo fanno anche i bambini perché stanno imparando!”. “Quindi è positivo?” chiedo. Qualcuna mi guarda ancora perplessa e io proseguo: “È assolutamente normale! Non crea nessun problema con l’apprendimento del tedesco!”. Quindi mi rivolgo alla madre del ragazzo di 17 anni e le chiedo se lui mescola ancora le lingue. “No!” risponde ridendo. Tutte si stupiscono e sembrano sollevate.

Mescolare le lingue è una fase passeggera e fa parte del normale processo di sviluppo linguistico bilingue e multilingue. Non esiste alcuna prova scientifica che dimostri che mescolare le lingue sia sintomo di confusione o di problemi nell’acquisizione del linguaggio. Probabilmente questo è quello che pensiamo quando guardiamo al multilinguismo con gli “occhiali del monolingue”. Bisogna avere pazienza, anche quando abbiamo la sensazione che il bambino non sappia parlare bene nessuna delle lingue. I bambini sono molto diversi tra loro, alcuni hanno bisogno di più tempo di altri.

L’incontro prosegue ed escono altri spunti interessanti, ma io mi fermo qui. Mi piacerebbe sapere se anche tu ti fermi ogni tanto a riflettere sul significato della tua lingua madre. Se vivi all’estero sono sicura che le tematiche che abbiamo affrontato durante l’incontro in Austria sono le stesse che ogni tanto ti frullano per la testa. Se l’italiano è la tua madrelingua e vivi in Italia probabilmente non ci pensi. Ma prova a chiederti come sarebbe vivere all’estero e affrontare la quotidianità in una lingua che non è la tua. Oppure prova a chiederlo a qualche amico o conoscente straniero che vive in Italia e raccontami qui sotto che cosa ti dice!

Sono curiosa!

Iscriviti alla mia newsletter e ricevi subito tre consigli per crescere bimbi multilingui!