6 errori da evitare quando si crescono bambini bilingue

6 errori da evitare quando si crescono bambini bilingue

Crescere bambini bilingue è davvero una passeggiata? Quali sono gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione?

No, crescere bambini bilingue non è proprio una passeggiata. Spesso ci coglie la paura che i bambini bilingue possano avere dei problemi. Si tende a pensare che il bilinguismo possa causare un ritardo del linguaggio. È fondamentale informarsi su queste tematiche, specialmente se i bambini bilingue sono proprio i tuoi! Con questo articolo ti propongo alcuni spunti di riflessione e sei errori a mio parere da evitare quando si crescono bambini bilingue. Ma andiamo con ordine!

Ti sei mai ritrovata/o a pensare alla velocità con cui i bambini sembrano apprendere le lingue straniere? Li hai mai invidiati per la loro pronuncia “perfetta”? Magari durante una vacanza hai sentito questi bambini parlare la lingua che tu con tanta fatica hai studiato a scuola e con grande ammirazione hai pensato: “Ma guarda te, io ci ho messo 10 anni e ancora mi risulta difficile, mi sento insicuro/a quando parlo la lingua X e questi bambini comunicano con tanta facilità!”

O forse ti è capitato di avere un’esperienza diretta, magari tuo fratello si è trasferito all’estero e ora ti trovi ad ammirare le competenze linguistiche dei tuoi nipoti! O forse sono proprio i tuoi figli a crescere con più di una lingua, perché anche tu come me, fai parte della generazione Erasmus! 😉 In effetti sono proprio bravi, ma l’italiano? Se vivi all’estero sai bene che non è sempre facile mantenerlo vivo. La lingua dell’asilo, la lingua del tuo partner / della tua partner, la lingua dei vostri amici internazionali, la seconda lingua insegnata a scuola… Dimmi la verità, non è così semplice come pensavi, vero?

D’altra parte per te è importante che i tuoi figli sappiano l’italiano e possano comunicare con il resto della famiglia rimasta in Italia; per non parlare del forte desiderio di trasmettere loro la tua cultura, le tradizioni con cui sei cresciuto/a. Quanti genitori ho conosciuto durante i miei incontri sul multilinguismo che raccontavano come i loro figli avessero a poco a poco perso il contatto con la famiglia di origine e ahimè avevano perso anche l’interesse a mantenere questo contatto.

Ecco quindi degli spunti di riflessione per non cadere nella stessa trappola.

6 errori da evitare quando si crescono bambini bilingue

  1. Pensare che siano due monolingui nella stessa persona.
  2. Abbandonare una delle lingue di famiglia pensando che sia meglio concentrarsi sulla lingua della maggioranza.
  3. Pensare che esista un solo modo per crescere bambini bilingui.
  4. Attribuire eventuali difficoltà al bilinguismo.
  5. Lasciarsi guidare da falsi miti e pregiudizi.
  6. Pensare ai bambini come a delle spugne.
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1) Pensare che i bambini bilingue siano due monolingui nella stessa persona

Dimmi la verità, l’hai pensato anche tu almeno una volta! Di certo lo pensavo anch’io tanti anni fa, prima di iniziare il mio percorso accademico, ma in effetti questo è un errore da evitare quando si crescono bambini bilingue, perché la realtà è un’altra. Le persone bilingue utilizzano ciascuna delle lingue in contesti diversi e il loro profilo linguistico può cambiare costantemente nel corso del tempo, dal momento che il bilinguismo è una realtà dinamica e non statica.

Dobbiamo pensare al bilinguismo come ad un comportamento linguistico, psicologico e socio-culturale estremamente complesso, individuale e caratterizzato da diverse dimensioni. Se per esempio prendiamo in considerazione il luogo e il modo in cui i bambini bilingue usano le loro lingue, scopriremo che le usano in contesti molto diversi tra loro: a casa, all’asilo, a scuola, durante gli allenamenti sportivi, ecc. Per questo motivo è naturale che abbiano un diverso livello di competenza nelle lingue che conoscono. Inoltre conosceranno alcuni vocaboli in una lingua ma non nell’altra, semplicemente perché in quest’ultima non gli servono.

2) Attribuire le eventuali difficoltà al bilinguismo

È comprensibile la preoccupazione che assale certe famiglie quando si accorgono che i loro bambini bilingue sembrano avere dei problemi di linguaggio. Ma in realtà la ricerca conferma che il bilinguismo non ritarda né danneggia lo sviluppo del linguaggio del bambino.

Il confronto tra bambini bilingui con difficoltà linguistiche e bambini monolingui con problemi simili dimostra che l’acquisizione contemporanea di più lingue non comporta un onere aggiuntivo per il bambino. I bambini bilingui con il disturbo specifico di linguaggio, per esempio, affrontano le stesse sfide dei bambini monolingui con lo stesso disturbo, ma non hanno difficoltà ulteriori.

A volte, alcuni genitori si sentono quasi in dovere di parlare la lingua del paese in cui vivono anche a casa, con la speranza di aiutare il bambino nelle difficoltà quotidiane, per esempio quelle scolastiche. Alcune famiglie con esperienza migratoria ritengono che sia più importante per il loro bambino imparare la lingua del paese in cui vivono, piuttosto che continuare a parlare la lingua di famiglia in casa, perché credono che quest’ultima non serva più. Molti però non si esprimono in modo fluente o non si sentono a loro agio con questa lingua.

Limitare la comunicazione ad una sola lingua, mentre prima il bambino aveva accesso a due lingue, potrebbe comportare delle difficoltà dal punto di vista emotivo. La capacità di comunicare del bambino e la qualità della comunicazione con la famiglia e la comunità potrebbero ridursi. Questa scelta potrebbe avere anche un impatto sull’identità stessa del bambino, poiché il linguaggio è fortemente legato alle emozioni e agli affetti. I bambini che smettono di parlare una lingua minoritaria in casa rischiano di non completare l’acquisizione di questa lingua, e questo a sua volta può influenzare il modo in cui il bambino imparerà una seconda lingua, dal momento che una buona base linguistica è utile per l’apprendimento di una seconda lingua.

Per approfondire questo aspetto ti invito ad ascoltare l’intervista al Dott. Gabriele Bianco, logopedista esperto in disturbo del linguaggio che ha gentilmente dedicato un po’ del suo tempo al nostro progetto “Intervista all’esperto di bi e multilinguismo”. Trovi la prima parte dell’intervista qui sotto.

Il logopedista risponde (parte 1) – Dott. Gabriele Bianco

3) Trascurare una delle lingue pensando che sia meglio concentrarsi sulla lingua della maggioranza.

Questo errore si collega a quello precedente e deriva dal falso mito che i bambini devono prima imparare bene una lingua, e poi possono impararne una seconda. Come se il loro cervello non fosse in grado di gestire due lingue contemporaneamente. In effetti può capitare che le famiglie che vivono in un paese diverso da quello in cui sono nati e cresciuti, abbiano la tentazione di abbandonare la lingua d’origine. Queste famiglie credono che concentrarsi sulla lingua parlata nel paese in cui vivono aiuterà il bambino ad integrarsi meglio nella comunità e ad imparare più velocemente la lingua maggioritaria.

Gli studi in questo ambito della linguistica dimostrano invece che i bambini sono perfettamente in grado di acquisire più di una lingua contemporaneamente, se sentono il bisogno di comunicare in queste lingue. Non serve aspettare che il bambino sia più grande.

I requisiti fondamentali perché l’acquisizione bilingue avvenga in modo appropriato sono: un ambiente linguistico ricco, ovvero frequenti contatti con le lingue, e la possibilità per il bambino di interagire con qualcuno in quelle determinate lingue.

4) Pensare ai bambini bilingue come a delle spugne

Hai mai pensato a cosa succede ad una spugna se non la usiamo da tanto tempo? Magari perché è finita nel mobile sotto al lavandino, dietro al cestino della spazzatura e non ce ne siamo accorti… Come minimo si secca e poi forse si sgretola… Non mi sembra una bella immagine da affiancare ai bambini bilingue, ma effettivamente se non ricevono input sufficiente, se non hanno la possibilità di interagire con le loro lingue e non ne sentono il bisogno, sarà difficile sviluppare le loro competenze linguistiche.

Tutti i bambini nascono con l’abilità di acquisire almeno una lingua, ma devono comunque impararla da qualcuno, cioè, dai membri della comunità in cui vivono. Anche se i bambini sembrano apprendere le lingue con estrema facilità rispetto agli adulti, non dobbiamo sottovalutare l’importanza dell’interazione sociale. Un bambino seduto davanti allo schermo della TV a guardare i cartoni animati in una lingua straniera, non imparerà a comunicare in quella lingua, imparerà qualche parola, forse qualche canzoncina, ma è abbastanza?

I bambini bilingue hanno bisogno di una costante e variegata esposizione a tutte le loro lingue! Hanno bisogno di un ambiente linguistico ricco, se vogliamo che arrivino a padroneggiare l’intera gamma di funzioni e stili di queste lingue.

Se ti interessa saperne di più sul tema del bilinguismo in età precoce, ti invito ad ascoltare l’intervista al Prof. Michele Daloiso. La trovi qui sotto.

Bilinguismo in età precoce – Prof. Michele Daloiso

5) Pensare che ci sia un solo modo per crescere bambini bilingue

Quello che mi affascina di più dello sviluppo linguistico con più di una lingua è che le strade che portano al bilinguismo posso essere molto differenti tra loro e, per questo motivo, esistono molti modi diversi per crescere bambini bilingue. Spesso si commette l’errore di pensare che solo i bambini che hanno genitori di diversa nazionalità possano crescere bilingue. Non è così.

La strategia menzionata più frequentemente è il cosiddetto metodo OPOL: One-Person-One-Language. Ogni genitore (o la persona che si occupa del bambino) parla sempre e solo una lingua al bambino. Ad esempio, il padre parla francese, mentre la madre parla olandese.

Nel caso di genitori che parlano la stessa lingua e che vivono in un paese straniero, un altro metodo molto utilizzato è: One-Language-One-Location oppure Minority Language at Home. Significa semplicemente che tutti parlano la lingua di famiglia in casa, e l’altra lingua in altri contesti al di fuori delle mura di casa. È importante accertarsi che il bambino riceva abbastanza input in entrambe le lingue, per esempio prendendo parte alle attività pomeridiane nella lingua maggioritaria o intensificando i rapporti con la comunità locale.

E poi esiste una miriade di altri modi per crescere bambini bilingue e credo che sia importante restare flessibili e adeguarsi alle diverse esigenze del bambino e della famiglia perché in effetti non esiste una formula magica, ed è un viaggio a lungo termine. Quindi la scelta di educare i propri figli in un contesto multilingue comporta delle decisioni molto diversificate, molto flessibili e altamente personali. Ogni famiglia dovrebbe scoprire quali metodi funzionano meglio in base alle proprie scelte e alle proprie esigenze. A mio parere la cosa più importante è non fare l’errore che ti spiego nell’ultimo punto di questa breve lista.

6) Lasciarsi guidare da falsi miti e pregiudizi

Non so se ti è mai capitato, ma durante gli incontri sul multilinguismo, molti genitori parlano della pressione psicologica dei parenti (monolingui rimasti in Italia!) per quanto riguarda le competenze linguistiche dei loro figli. Succede spesso quando si torna in vacanza nel paese di origine, ne avevo parlato anche in questo articolo: il bilinguismo va in vacanza.

Il fatto è che ci sono ancora tanti falsi miti su questo tema e ognuno di noi ha un’opinione su come i bambini dovrebbero acquisire le lingue. In realtà solo chi ha studiato profondamente questi temi è in grado di capire e di sfatare questi miti. L’errore che ti ho descritto al punto 1 di questa lista rappresenta uno dei miti più comuni.

Lasciarsi guidare da questi falsi miti ha come conseguenza che ci creiamo delle aspettative che non corrispondo alla realtà. Spesso mi viene chiesto: ma quanto tempo ci vorrà perché mio figlio arrivi ad avere una competenza “perfetta” in italiano? Non posso rispondere a questa domanda perché dobbiamo prima metterci d’accordo sulla tua idea di competenza “perfetta”. Che brutta parola, poi! Cosa significa? Sapere scrivere un trattato di filosofia? Non avere un accento quando parliamo? Non esiste la competenza linguistica perfetta, possiamo imparare e migliorare le nostre abilità linguistiche fino alla fine dei nostri giorni!

Nel frattempo però dobbiamo restare fiduciosi sulle abilità di acquisizione dei nostri figli! È importante mantenere un atteggiamento positivo. E quindi come ribattere ad un commento poco piacevole che magari proviene proprio da un nostro familiare?

Prima di tutto pensando che probabilmente è un commento che viene da una mancanza di conoscenza o forse guidato da un pregiudizio. E poi spiegando in modo semplice cosa significa essere multilingue, magari menzionando quello che ho condiviso in questo articolo.

È importante sottolineare che la forza del multilingue sta nella somma di tutte le sue competenze linguistiche, sono risorse preziose!

Non sarebbe bello se fosse l’intera società e non solo la singola famiglia a voler creare un ambiente sereno per questi piccoli poliglotti, cittadini globali della futura generazione?

Se hai trovato questo articolo interessante, sappi che è proprio l’obiettivo di contribuire a creare una generazione futura multilingue, multiculturale, pacifica ed aperta di mente che mi ha ispirato a creare il mio mini video-corso gratuito “Mamma fiduciosa, bilingui sereni!”.

Mamma fiduciosa, bilingui sereni!
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In questo mini video-corso ti spiego le 3 cose fondamentali di cui hai bisogno per sostenere il bilinguismo dei tuoi bambini! Se per esempio vivi all’estero con la tua famiglia, il tuo bimbo frequenta l’asilo da qualche tempo ma non sembra essere interessato alla lingua italiana, cosa puoi fare? Tu ci tieni che la impari e forse non sai come aiutarlo quando si imbarca nel suo minestrone linguistico!

Nessun problema! Ho preparato 7 brevi video per te in cui scoprirai: come sviluppare un atteggiamento positivo sul tema del bilinguismo, come funziona l’acquisizione linguistica dei tuoi bambini e come creare il tuo PDA, il tuo piano d’azione!

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Ma ora dimmi, quale di questi 6 errori ti ha colpito di più?